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Apple, scopre situazioni lavorative al limite della schiavitù tra i propri fornitori
Repubblica pubblica un’articolo che riguarda alcuni fornitori di Apple che facevano lavorare i propri dipendenti con orari al limite della schiavitù e con stipendi bassi. I fornitori scoperti dalla casa di Cupertino sarebbero tre , e fornirebbero ad Apple IPhone, IPod e computer Macintosh. In seguito ad un un’indagine, sono stati scoperti tre impianti che avevano assunto “bambini di 11 anni” e comunque lavoratori quindicenni, in Paesi dove l’età minima per lavorare è di 16 anni.
I nomi delle societù non sono state rivelate ma gli impianti controllati si trovano in Cina, Taiwan, Tailandia, Malaysia, Singapore, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Filippine e Stati Uniti. Inoltre Apple ha scoperto situazioni in cui erano stati falsificati i documenti, per assunzioni di persone d’età inferiore a quella prevista per poter lavorare. Le brutte notizie non finiscono, perchè secondo il rapporto in 60 impianti i lavoratoti venivano “sfruttati”, con orari di lavoro oltre i limiti. Il numero di partner diciamo “scorretti” aumenta s pensiamo che altri 24 ditte pagavano i lavoratori meno del minimo salariale e 57 non avevano rconosciuto i bonus. Secondo il codice di Apple, la settimana lavorativa deve essere al massimo di 60 ora di lavoro, almeno un giorno di riposo. Naturalmente Cupertino fa sapere di avere interrotto i rapporti commerciali con almeno uno di questi fornitori, speriamo che sia fatta giustizia anche per tutte le altre situazioni.
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Mrtax
28 feb, 2010
Speriamo che non sia la solita operazione di facciata per farsi belli davanti alla stampa in generale! Comunque lodevole e necessaria decisione da parte di Apple!