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Enzo Baldoni assassinato in Iraq nel 2004.

Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L’indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato

Volevamo con queste tre righe ricordare il giornalista e pubblicitario ucciso il 26 agosto del 2004, Enzo Baldoni, in IRAQ da un gruppo di vigliacchi assassini. A chi si chiede il perchè di questo post. Prima di tutto per ricordare che l’ondata di follia omicida che si è abbattuta in quel martoriato paese non è mai cessata. Sono all’ordine del giorno violenze contro la popolazione, giornalisti, reporter, uccisi senza un minimo di pietà. James Foley, un reporter americano, è stato ucciso pochi giorni fà. Poi perchè è nostro preciso dovere ricordare una persona a cui piaceva scrivere, e lo faceva anche bene. Scriveva per i giornali, curava personalmente un blog, e forse è stato uno dei pionieri di questo modo di fare informazione. Traduceva fumetti americani. Enzo Baldoni era soprattutto un giornalista a cui piaceva raccontare il lato oscuro dei fatti, le guerre dimenticate, il traffcio della droga. Una persona fuori dal comune….

Bada che non sono un Rambo o uno sconsiderato. Metto sempre le cinture in auto, portavo il casco sul cinquantino anche quando non era obbligatorio e prendo sempre tutte le precauzioni necessarie. Ho solo imparato che chi ha paura della morte ha paura della vita. E a me la vita piace parecchio

Grazie per tutto quello che hai fatto…. Enzo…

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